Vini DOC, IGT e produzioni vinicole di massa a confronto

  • Autore: MICHEAL FALCHINI
  • 07 set, 2017
vigneto a San Gimignano, in Toscana

Di fronte alla vasta scelta di prodotti vinicoli all’interno delle catene della grande distribuzione, spesso diventa difficile districarsi tra eccellenze vinicole e i tentativi di imitazione delle grandi eccellenze vinicole del territorio, o comunque vini di qualità decisamente inferiore, che spesso vengono accostati l’uno accanto all’altro.

In aiuto del consumatore consapevole vengono le sigle di denominazione e indicazione certificata, che servono a garantire provenienza, tipologia di lavorazione, e soprattutto qualità superiore di ogni singola bottiglia di vino che viene fregiata di tali indicazioni.

Le denominazioni DOC e IGT

Le certificazioni DOC e IGT rappresentano sempre un sinonimo di controlli, produzioni regolamentate da disciplinari ben precisi, e che danno come risultato un vino con caratteristiche peculiari ben diverse rispetto alle bottiglie più economiche.

L’acronimo DOC sta per Denominazione di Origine Controllata, e certifica la provenienza di un vino all’interno di una specifica area di produzione; ogni singola bottiglia avente questa denominazione possiede quindi caratteristiche ben definite, che vengono esaltate da uve autoctone, coltivate secondo indicazioni specifiche e che vantano una tradizione e una storia secolare alle spalle.

Per quanto riguarda invece la sigla IGT, questa significa Indicazione Geografica Tipica, e certifica che almeno l’85% delle uve da cui si ricava la bottiglia in questione viene prodotto in una località specifica all’interno del panorama italiano.

Assieme alla DOC e alla DOCG (Denominazione di Origine Certificata e Garantita), la categoria IGT fa parte del grande marchio europeo IGP, che significa Indicazione Geografica Protetta, e che garantisce da un lato il rispetto del disciplinare previsto per quel vino specifico, mentre dall’altro certifica la provenienza delle uve con cui questo è stato prodotto.

La Vernaccia di San Gimignano, 1° etichetta DOC d'Italia

La prima bottiglia ad essere stata insignita della sigla DOC in Italia è stata la Vernaccia di San Gimignano , nel 1966. Successivamente, nel 1993, la Vernaccia è stata insignita della sigla DOCG, a tutelarne ancora di più la produzione autoctona interna al comune senese.

La sua peculiare versatilità negli abbinamenti e la sua storia plurisecolare – testimoniata da scrittori quali Dante e Boccaccio nelle loro stesse opere – rendono questo vino un vero e proprio patrimonio della produzione vitivinicola toscana, italiana e mondiale.

I vini IGT del comune di San Gimignano

Per quanto riguarda invece alcuni vini insigniti del marchio IGT, sempre nella zona di San Gimignano si producono alcuni vini rossi a base di uva Sangiovese, come ad esempio il Paretaio o il Mora di Selva , che hanno ottenuto grandi successi nei più prestigiosi concorsi enologici internazionali.

Un esempio in tal senso è l'onorificenza rilasciata dalla guida 5StarWines , ricevuta durante lo svolgimento dell’edizione 2017 di Vinitaly :
il Paretaio dell'Azienda Agricola Casale di Falchini è stato selezionato tra i migliori vini in contesto nazionale e internazionale per l'inserimento nell'omologa guida, con un punteggio di 90/100!
Autore: MICHEAL FALCHINI 16 ott, 2017

Una delle regioni a forte vocazione vitivinicola in Italia è senza dubbio la Toscana, che vanta un notevole numero di etichette DOC e DOCG.

La più grande eccellenza tra i vini toscani è senza dubbio il Chianti, un vino rosso di grande corpo e carattere, che viene prodotto in diverse zone della regione, come ad esempio i Colli Aretini, quelli Senesi, ma anche nelle regioni collinari di Firenze.

Tuttavia l’associazione Toscana-Chianti rischia in qualche modo di mettere in ombra altre prestigiose realtà vinicole della regione. Una di queste è senza dubbio la Vernaccia di San Gimignano, un vino della provincia di Siena che vanta una storia molto più antica del Chianti, è che ha per sua natura una flessibilità e un adattamento gastronomico unico nel suo genere.
Autore: MICHEAL FALCHINI 07 set, 2017

Di fronte alla vasta scelta di prodotti vinicoli all’interno delle catene della grande distribuzione, spesso diventa difficile districarsi tra eccellenze vinicole e i tentativi di imitazione delle grandi eccellenze vinicole del territorio, o comunque vini di qualità decisamente inferiore, che spesso vengono accostati l’uno accanto all’altro.

In aiuto del consumatore consapevole vengono le sigle di denominazione e indicazione certificata, che servono a garantire provenienza, tipologia di lavorazione, e soprattutto qualità superiore di ogni singola bottiglia di vino che viene fregiata di tali indicazioni.
Autore: MICHEAL FALCHINI 16 ago, 2017

Al ristorante come a casa, la scelta dei vini da abbinare a primi e secondi piatti desta spesso dubbi e perplessità.

In particolare, la dicotomia tra vini rossi e bianchi è uno dei temi su cui si incontrano più difficoltà nell’ambito gastronomico: quando infatti è preferibile abbinare a un piatto un vino rosso o uno bianco, e in base a quali criteri si distinguono le tipologie di pietanze più adatte a queste due macro-categorie enologiche?
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